Editorialisti

02 Ottobre 2018

Un nuovo tivù per un mercato nuovo

share Linda Parrinello

Il gioco di parole del titolo è a effetto, ma corrisponde a realtà. Come dire? Una realtà a effetto… Non potete, infatti, non esservi accorti che quello che avete in mano sia un Tivù completamente nuovo, nella forma (dimensioni, foliazione e grafica) e nei contenuti (temi e protagonisti). Tivù cambia radicalmente, perché a cambiare radicalmente è il mondo della televisione, nelle modalità di fruizione, nei prodotti che essa è in grado di veicolare, nelle fonti di ricavi e risorse. Non significa con ciò che abbandoniamo i temi classici del broadcasting e della produzione televisiva, ma che li inseriamo in un quadro più ampio, che tenga sempre più conto di quello scatto creativo e di business in più che impone l’evoluzione tecnologica.
Troverete nuove rubriche, e colgo l’occasione per dare il mio personale benvenuto a Nielsen per il focus mensile sui social media, e altre arriveranno a partire dal prossimo numero, così come ritroverete - rinnovate - le sempre puntuali audience mensili a cura di Geca Italia. Così come troverete una maggiore e costante attenzione sui temi internazionali. Non è un caso, infatti, che il primo numero di questa “nuova era” coincida con la nostra presenza al MipCom di Cannes, né che abbiamo voluto dedicare la cover story all’ad di Rai Com nonché Chief Digital Officer di Rai, Gian Paolo Tagliavia, visto che - occupandosi di export e di digitale per conto della più grande impresa culturale del nostro Paese - esprime senz’altro un punto di vista qualificato e avanzato sullo stato dell’arte di questi due fronti in Italia.
Dopo aver festeggiato quest’anno i nostri primi 15 anni d’attività, Tivù amplia quindi i suoi orizzonti, specchiandosi in un mercato televisivo che è diventato più articolato e maturo, più competitivo e complesso, del quale ci auguriamo di continuare a restituire sempre più un’immagine nitida e obiettiva.

Linda Parrinello

In Editoriale Duesse da: non ricordo più…

Secondo me, la televisione è: mediamente peggiore di chi la guarda e di chi la fa

Scrivere di televisione è: utile quando si informa sui contenuti, interessante quando si approfondisce il mercato, superfluo quando si punta sul puro gossip

I programmi che preferisco: quelli che parlano al cervello

I programmi che evito: quelli che mirano alla pancia

Il programma più amato: “I Simpson”

La tv di qualità è: quella che ha un suo stile

La sigla dell’infanzia: “Luna Park” del ‘79

La sigla della maturità: “Mad Men”

A proposito di quelli che la sanno lunga: “La televisione non potrà reggere il mercato per più di sei mesi. La gente si stancherà subito di passare le serate a guardare dentro una scatola di legno” (Darryl F. Zanuck, fondatore della 20th Century Fox - 1946)


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