19 Aprile 2017  16:57

GameStop Italia: 2016 a +5%, intervista esclusiva al managing director Nicolas Musikas

Matteo Bonassi
GameStop Italia: 2016 a +5%,  intervista esclusiva al managing director Nicolas Musikas

La catena specializzata continua a crescere nel nostro Paese, in aumento le quote di mercato e i new business trainano anche i videogame

Di seguito Nicolas Musikas, managing director di GameStop Italia, anticipa a E-duesse i risultati ottenuti nel 2016 dalla catena specializzata, oltre a raccontarci come è iniziato il 2017 e quali saranno le strategie che consentiranno all’insegna di crescere ancora per il futuro.

Che anno è stato il 2016 per Gamestop Italia?
«E’ stato un anno ottimo, abbiamo registrato una crescita sull’anno precedente del 5%, dato che nel mondo videogame non si vedeva da parecchio tempo. Inoltre abbiamo guadagnato una quota importante di market share: siamo cresciuti di 250 punti sul mercato italiano, quindi siamo molto soddisfatti. Oltretutto abbiamo continuato a sviluppare altre categorie di business, che non solo ci hanno aiutato a raggiungere questi risultati, ma che hanno anche contribuito a portare nei nostri negozi un nuovo tipo di clientela. Sto parlando della categoria Gadget e merchandising, dove grazie a prodotti basati su IP molto forti siamo stati in grado di attirare un target completamente nuovo. Tutto questo è il proseguimento di una strategia partita circa due anni fa, frutto anche di un profondo rinnovamento dei negozi, con un restyling completo che ha interessato ben 250 punti vendita e che sta proseguendo grazie a un investimento molto importante, parliamo di svariati milioni di euro, ma che è stato necessario per continuare a crescere sul mercato».

Quindi l’obiettivo è quello di rinnovare tutti gli store della catena?
«Come dicevo, per ora abbiamo dato la precedenza ai 250 punti vendita più importanti. Ma il piano proseguirà per poi rinnovare tutti gli oltre 370 negozi con cui oggi siamo presenti sul territorio italiano».

Quanto è cresciuta la categoria merchandising rispetto all’anno precedente?
«In pratica su questo segmento, da quando siamo partiti due anni fa, raddoppiamo le performance ogni anno. Quello che abbiamo visto, è che si tratta di un prodotto che in effetti richiede metrature espositive più importanti, però non solo non cannibalizza il videogame, ma anzi, contribuisce a far crescere anche le performance dei videogiochi perché porta in negozio una clientela completamente nuova che poi si avvicina anche al gaming».

Tempo fa la centrale americana ha comunicato la volontà di chiudere 150 negozi tra quelli meno performanti, oltretutto un’operazione comunicata con largo anticipo agli investitori. Una notizia che però è stata pesantemente travisata. Qual è la vera situazione attuale?
«Si, i negozi sono stati chiusi negli Usa, e non in Italia come alcuni organi di stampa hanno riportato erroneamente. Inoltre questo numero, 150 store, va valutato e paragonato tenendo ben presente il numero di punti vendita che la catena conta a livello mondale, ovvero 7.500. Quindi parliamo di una cifra pari a circa il 2% e di una ristrutturazione assolutamente nella norma per qualsiasi catena di retail. E’ assolutamente normale che un catena nel corso degli anni adegui il suo assetto a un bacino commerciale che sta cambiando. In Italia ad esempio ci stiamo spostando verso negozi con metrature più importanti proprio per un mix di offerta che sta cambiando e perché il merchandising ha bisogno di più spazio per essere gestito al meglio. Quindi sarebbe perfettamente normale chiudere un punto vendita di 60 o 70 metri quadri per cercarne uno di dimensioni maggiori».

Quali saranno le priorità per GameStop nel 2017?
« Ovviamente sarà un anno molto importante per tutta l’industria visto che è stata appena lanciata una nuova console, Nintendo Switch, e perché molto probabilmente all'E3 scopriremo i dettagli e la data di lancio di Project Scorpio di Microsoft. Inoltre continueremo a diversificare l’offerta per attrarre negli store un numero sempre maggiore di clienti. Continueremo poi a investire sulla parte digital che sta dando ottimi risultati. Oggi siamo in grado ad esempio sia di vendere codici per poter poi acquistare i prodotti sulle varie piattaforme, sia addirittura di dare spazio in negozio a un prodotto digitale, ovvero con un packaging che contiene il codice per scaricare il gioco. Questa è una soluzione molto interessante perchè diamo visibilità a prodotti che non escono come prodotto fisico – e che magari non ricevono la giusta visibilità negli store online – ma forti di un ottimo rapporto qualità prezzo (un range che va dai 14 ai 20 euro) e a cui i clienti sono molto interessati».

Prevede quindi una crescita anche per l’anno in corso?
«Senza entrare nel dettaglio della previsione percentuale, sono convinto che andremo a chiudere anche quest’anno con una crescita e già i dati di questo primo trimestre sono molto incoraggianti, visto che abbiamo registrato un incremento a doppia cifra rispetto allo stesso periodo del 2016».

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