03 Luglio 2014  17:12

Social Tv: fenomeno internazionale

Eliana Corti
Social Tv: fenomeno internazionale

L’Osservatorio Social Tv presenta i risultati di “Rethinking the Tv Experience”

Sono stati presentati oggi a Roma i risultati di “Rethinking the Tv Experience”, ricerca sulle nuove pratiche di consumo televisivo, con particolare attenzione alla social tv, a cura dell’Osservatorio Social Tv, realtà nata ad aprile dell’anno scorso presso il Centro Interdipartimentale Digilab (Sapienza), insieme a Corecom Lazio e i maggiori editori televisivi sul mercato italiano (Rai, Mediaset, Sky, Fox International Channels Italy, Discovery Italia, Viacom e La7). La ricerca è stata svolta con metodo Cawi su internet users 12-64 anni, interviste e focus group. La Social tv è un fenomeno intergenerazionale, una tendenza in crescita che si appoggia sulla universalità della tv in termini di fruizione e centralità dei contenuti e sulla disponibilità e accessibilità dei device mobile; il multiscreening simultaneo è una realtà quotidiana per un terzo del campione e le percentuali salgono per l’uso dello smartphone come second screen usato soprattutto dai 16-24enni (51,9%), early teen (50%) e 25-34enni (48,9%). Le Socially Engaged Tv Audience che quotidianamente commentano e partecipano on line ai contenuti Tv sono circa il 15% degli internet users italiani attivi nel giorno medio (pari a 13,5mln di utenti secondo ad Audiweb 2014). La prima motivazione è l’interazione su ciò che si sta guardando o si è guardato in tv. La piattaforma ideale è Twitter per il liveblogging di eventi, talk e programmi di intrattenimento, la maggior parte del pubblico (68%) parla di tv senza usare o menzionare l’hashtag ufficiale. In crescita la penetrazione di Instagram, che rappresenta un potenziale occasione per la valorizzazione del product placement tv. Facebook, invece, agisce come «marcatore di identità e racconta emozioni e significati del consumo», naturalmente da condividere. WhatsApp, invece, traduce l’idea di Social Tv come interazione spontanea tra le audience in un ambiente informale, usato soprattutto dai 16-24nni (40,3%). Sono in crescita, infine, i servizi Acr (come Shazam), che rispondono al desiderio di conoscenza delle audience e l’enhanced product placement, che accomuna il pubblico alle star attraverso il consumo dello stesso brand.

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