02 Aprile 2020  16:54

La filiera chiede al Mibact una deroga al decreto esclusioni

Paolo Sinopoli
La filiera chiede al Mibact una deroga al decreto esclusioni

Distributori, produttori ed esercenti hanno chiesto al Ministero una deroga al decreto che regola l’accesso ai contributi pubblici

L’industria cinematografica e audiovisiva ha richiesto ieri al Mibact una deroga al decreto Bonisoli per poter accedere ai benefici (tax credit, contributi automatici e selettivi) anche nel caso in cui un film non possa uscire nelle sale cinematografiche. In particolare la lettera, di cui sono firmatari Luigi Lonigro (presidente distributori Anica), Francesca Cima (presidente produttori Anica) e Mario Lorini (presidente Anec), contiene la richiesta al Mibact di una deroga parziale all’art. 2 del DM MiBACT n. 303 del 14 luglio 2017 e successive modifiche, che regola l’accesso alle agevolazioni per le pellicole italiane. La missiva, rivolta al Ministero per i beni e le attività culturali, è stata dettata da circostanze del tutto eccezionali e limitata al periodo di chiusura obbligatoria delle sale dovuta all’emergenza Covid19, con l’obiettivo di non penalizzare le opere cinematografiche italiane che, a causa delle limitazioni emergenziali, non potrebbero soddisfare il requisito dell’uscita in sala previsto dal Decreto Esclusioni per accedere ai benefici della Legge Franceschini. L’obiettivo è quello di poter distribuire in streaming alcune produzioni italiane medio-piccole già pronte, che non sono ancora uscite in sala, senza venir meno ai benefici fiscali previsti dalla legge e senza perdere la definizione di opera cinematografica.

Per Francesco Rutelli, presidente Anica, «il lavoro svolto dai presidenti è stato il frutto di un confronto responsabile ed equilibrato, particolarmente apprezzabile in un momento così difficile per il Paese e, in particolare, per la filiera cinematografica e audiovisiva gravemente colpita dalle necessarie restrizioni a tutela della salute pubblica»

Luigi Lonigro, presidente distributori Anica, dichiara: «Su circa 40 produzioni italiane già pronte, distribuiremmo circa 8-12 film italiani medio-piccoli direttamente sulle piattaforme tvod e svod senza perdere i contributi ministeriali. I titoli restanti, invece, usciranno sul grande schermo quando riapriranno le sale. Inoltre, un’aliquota di revenue andrà in un fondo gestito da Anec a cui l’esercizio potrà attingere, a seconda delle necessità, nella fase di ripartenza».

Mario Lorini, presidente Anec, ci tiene a precisare che «questa richiesta di deroga non intaccherà in nessun modo le window. Stiamo chiedendo misure che sarebbero in vigore solamente per la durata di questo periodo di emergenza, fino alla riapertura delle sale. Inoltre, ad accompagnare la visione di questi film sarà una campagna di comunicazione che evidenzierà come questi film fossero destinati alla sala. Inoltre, una parte dei ricavi andrà in un fondo a sostegno dell’esercizio che sarà utilizzato per emergenze e progetti di comunicazione».

Francesca Cima, presidente produttori Anica, spiega che «da un lato volevamo tutelare la produzione italiana, salvaguardando la definizione di opera cinematografica e gli investimenti fatti, dall’altra ci tenevamo a inoltrare questa domanda al Mibact in concerto con tutta la filiera. La quantità di film che potrebbe andare in streaming dipenderà anche dalla lunghezza del periodo di chiusura delle sale. Siamo anche al lavoro per ridefinire il calendario delle prossime uscite, che dovrà tenere conto del vuoto lasciato dalle produzioni interrotte a causa del Coronavirus».

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