19 Maggio 2017  15:39

Assogiocattoli festeggia 70 anni

Marilena Del Fatti
Assogiocattoli festeggia 70 anni

Ne parliamo con Roberto Marelli e Paolo Taverna, rispettivamente Presidente e Direttore Generale dell’associazione

É trascorso molto tempo dal marzo 1947, quando, in Via Lovanio a Milano si costituì il Raggruppamento Nazionale Fabbricanti di Giocattoli e Affini, primo ente ufficiale del comparto, presieduto dal Cavalier Luciano Cicchetti. “Ruolo principale e fondamentale del Raggruppamento, oltre all’organizzazione della “Mostra del Giocattolo Italiano“ all’interno della Fiera Campionaria di Milano, è quello di rappresentare l’intero comparto del giocattolo italiano e dei settori affini e di tutelarne gli interessi nei confronti delle “rinnovate” strutture statali” diceva il cavalier Cicchetti. Erano gli anni in cui l’industria italiana del settore era ai primi posti mondiali e, in un paese che correva verso il miracolo economico, si avvertiva forte l’esigenza di valorizzare e tutelare il più possibile le eccellenze nazionali.É del 1963 il primo Salone Internazionale del Giocattolo che in pochi anni diventerà un evento di riferimento in tutta Europa, se non nel mondo. Per molto tempo l’Associazione si è dedicata primariamente ad agevolare scambi commerciali tra domanda e offerta e a tutelare i suoi associati nelle forme più possibili. Erano gli anni delle grandi aziende passate alla storia: Furga, Sebino, Perego, Poljstil, Rivarossi.

Dottor Marelli, nell’attuale scenario di mercato un’associazione come Assogiocattoli deve preoccuparsi più di indirizzare e fornire strumenti di crescita ai soci o di agire presso gli enti e le autorità nazionali ed europee proposte per rappresentarne le istanze?

I mercati sono sempre più complessi e diventa ogni giorno più difficile competere nel modo efficace per mirare al successo imprenditoriale: la globalizzazione in primis e poi il radicale mutamento della distribuzione hanno cambiato profondamente il settore negli ultimi 30 anni. Ritengo che entrambe queste linee di azione siano necessarie: nel periodo attuale un’associazione deve essere a fianco dei propri associati in tutte le forme possibili. Quotidianamente, ad esempio, forniamo alle aziende informazioni, sia di natura tecnica – sulle normative – sia relative al marketing di prodotto e alla competizione allargata. Il dialogo è alla base del nostro lavoro. Molto spesso i nostri pareri, frutto di diverse professionalità interne alla struttura, si confrontano con gli esperti più preparati delle aziende associate: questo significa fare associazione e lavorare per il settore. Non è poi possibile prescindere anche dal costante confronto con le autorità preposte allo sviluppo delle normative, in Italia e in Europa, nonché dalla collaborazione continua con gli enti che controllano il mercato.

La digitalizzazione impatta anche il giocattolo, quale idea di gioco e di giocattolo intende promuovere l’associazione?

Uno degli slogan lanciati qualche anno fa da Assogiocattoli “gioco, cibo per la mente” è sempre di grande attualità. E non lo diciamo solo noi: autorevoli psicologi, pedagogisti, insegnanti hanno scritto e scrivono dell’importanza del gioco e del giocattolo nella crescita e nello sviluppo infantile. Il valore educativo del gioco e del giocattolo resta una delle priorità nella comunicazione, anche perché in Europa paesi come il Regno Unito, la Germania, la Francia e anche la Spagna lavorano costantemente in tal senso. Non dimentichiamo poi che Assogiocattoli segue, fin dai suoi primi anni di attività, anche due comparti fondamentali per quanto attiene agli aspetti educativi: la prima infanzia e l’addobbo per le feste. Teniamo molto all’aspetto etico tanto che alle aziende intenzionate ad associarsi chiediamo la sottoscrizione e il rispetto di un codice etico. La digitalizzazione è solamente un aspetto tecnico: l’evoluzione nella produzione e l’integrazione con gli aspetti tecnologici arrivano inevitabilmente anche nel nostro settore, che da sempre è caratterizzato dall’imitazione del “mondo dei grandi”.

Entrando negli aspetti più operativi, dottor Taverna, quali sono le attività che l’associazione ha in programma a breve e medio termine?

É bello innanzitutto poter dire che stiamo rispettando la mission lanciata 70 anni fa dal primo gruppo di imprese che fondarono la nostra associazione. In estrema sintesi, per il triennio a venire ci siamo posti tre obiettivi: aumentare il livello di dialogo e di interazione con le autorità e gli enti preposti a livello nazionale e Europeo; aiutare sempre di più le imprese dei nostri settori nella corretta applicazione di tutte le norme e su tutte le problematiche tecniche; aiutare i settori nello sviluppo complessivo del business, in Italia e all’estero. A tale proposito ci piace ricordare che in un solo anno abbiamo fatto diventare grande Toys Milano, evento B2B del settore, e che G! come Giocare giunge alla sua decima edizione. Tanto è cambiato da quel marzo del 1947, ma non la nostra voglia e la nostra determinazione.

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EDITORIALISTI

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    Affrontiamo le sfide. Insieme
     Il 2017 del mercato del Giocattolo è partito con valori in crescita. A dirlo sono le ultime rilevazioni di NPD...
Silvia Balduzzi

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