06 Giugno 2018  15:53

Verso un’economia realmente circolare?

Roberta Broch
Verso un’economia realmente circolare?

Manuela Soffientini

È il tema della Tavola rotonda, organizzata in occasione dell’Assemblea generale dei Soci di APPLia Italia, a cui hanno preso parte diversi attori della filiera

Ridurre gli sprechi e garantire una piena circolarità dell'economia coinvolge tutta la nostra società e rappresenta una sfida reale per tutti. Come questo concetto possa essere declinato nel settore degli elettrodomestici è il tema portante della Tavola rotonda svoltasi oggi a Milano in occasione dell’Assemblea Generale dei Soci di APPLiA Italia.

L’incontro ha visto la partecipazione di: Massimiliano Dona - Presidente dell’unione nazionale consumatori, Paolo Falcioni - Direttore generale APPLiA Europa, Enrico Finzi – Sociologo e presidente di Sòno e AstraRicerche, Manuela Soffientini (nella foto) - Presidente APPLiA Italia, Dario Tamburrano - Deputato del Parlamento Europeo, Monica Tommasi - Presidente Amici della Terra. In termini di economia circolare, è stato sottolineato come se conferiti e trattati correttamente oggi è possibile il recupero di circa il 90% dei materiali impiegati negli elettrodomestici. La ‘circolarità’ in termini di materiali è quindi una realtà assodata. In termini di efficienza energetica e di risorse impiegate in fase di produzione e utilizzo il lavoro da svolgere, in modo congiunto fra produttori, distributori, consumatori, operatori del fine vita e istituzioni è ancora lungo.

Fra i temi emersi, quello degli elettrodomestici rigenerati e della seconda vita delle apparecchiature domestiche. Un tipo di prodotto su cui mediamente il consumatore è poco informato, afferma Dona, essendo attirato principalmente dal basso prezzo. Per questo è necessario definire un quadro normativo che faccia chiarezza riguardo al tema del ricondizionamento per tutelare consumatori e produttori stessi. “L’industria non può approvare una relazione basata su un intervento di una terza parte che non sempre è in grado di valutare se il prodotto ha i requisiti per stare sul mercato” sottolinea Soffientini. Commenta Finzi: “Come già sperimentato in altri settori sarebbe utile la creazione di marchi separati per i prodotti ricondizionati, in modo da rendere il consumatore più consapevole e delimitare in questo modo la responsabilità del produttore”.

L’obsolescenza programmata è un’altra tematica che nega il principio stesso di economia circolare, e che APPLiA Italia condanna in ogni modo.

Altro tema caldo, quello del post vendita, su cui i punti di vista sono stati discordanti: a uno sguardo generalmente positivo da parte di Falcioni si contrappone una visione molto più critica di Donà. Conclude Soffientini: “Siamo un’industria che si assume la responsabilità del post vendita recandosi direttamente al domicilio del cliente finale, garantendo così una capillarità che molti altri settori non hanno, così come una preparazione tecnica e di servizio”. Sono, questi, tutti tasselli che permettono di rendere il settore circolare, riducendo gli sprechi, ma garantendo anche qualità e una corretta informazione al consumatore, obiettivo raggiungibile solo facendo network fra i vari attori attivi.

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