03 Aprile 2020  12:12

Sale virtuali per i cinema chiusi

Valentina Torlaschi
Sale virtuali per i cinema chiusi

Pixabay

Negli Stati Uniti (e anche in Italia), diversi cinema chiusi per l’emergenza Coronavirus propongono visioni ed eventi in streaming per tenere vivo il rapporto coi propri spettatori e per avere una minima entrata

In tempi di Coronavirus, anche gli esercenti si ritrovano ad amare lo streaming. Recita più o meno così un articolo comparso in questi giorni su Variety sul progetto di diversi cinema americani che, chiusi per la diffusione del Covid-19, hanno deciso di aprire una “sala virtuale”, proponendo ai propri spettatori la visione in streaming di film in prima visione. Visioni che sono spesso correlate da piccoli eventi (sempre online, ça va sans dire), come incontri con registi o chat tra gli utenti per commentare il film appena visto. Insomma, se per gli esercenti la fruizione su grande schermo rimane indiscutibilmente il modo migliore per godersi un film esaltandone le qualità e dando al prodotto il giusto valore, data la situazione di emergenza, l’idea di una sala virtuale può comunque essere un modo per tenere vivo il rapporto coi propri spettatori e sedimentare quel senso di comunità che certe strutture cinematografiche sono riuscite a costruire negli anni. In questo modo, inoltre, gli spettatori più affezionati potranno sostenere i cinema di riferimento, che sono stati gravemente colpiti dalla pandemia, attraverso l’acquisto dei biglietti per le visioni in streaming.

Negli Usa, questo modello delle sale virtuali è stato sperimentato da diversi circuiti minori come Alamo Drafthouse, Film Forum e Angelika e anche in Italia alcuni cinema lo hanno realizzato o sono in procinto di realizzarlo. Ovviamente, come sottolinea Variety, negli Stati Uniti l’offerta dei film da proiettare in prima visione si concentra su titoli indipendenti o documentari quali, per dare un esempio, Corpus Christi o Once Were Brothers. Del resto, se le grandi produzioni hollywoodiane e in generale i titoli più attesi aspettano la riapertura delle sale, i film indipendenti hanno forse più vantaggio a sfruttare un’uscita in streaming in queste settimane rispetto che a ritrovarsi tra qualche mese in una situazione di sovraffollamento delle sale. Il modello – comunque temporaneo – delle sale virtuali è dunque sostenibile per lo più in collaborazione con le società di distribuzione indipendenti come Magnolia Pictures, Film Movement e Kino Lorber che preferiscono per certi loro titoli avere un’uscita theatrical, seppur virtuale, piuttosto che dare i diritti a Netflix o iTunes.

I prezzi dei biglietti per le sale virtuali sono variabili. Il circuito Film Forum, ad esempio, propone visioni di film in streaming a 9 dollari per gli spettatori “membri” e 15 dollari per gli altri, mentre Alamo Drafthouse offre i film delle sue rassegne “Terror Tuesday” e “Weird Wednesday” a 7,75 dollari.

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