02 Luglio 2018  13:04

Remedia, incremento a doppia cifra

Roberta Broch
 Remedia, incremento a doppia cifra

Il Consorzio ha raccolto 92 mila tonnellate di Raee nel 2017, 500 mila dall’avvio del sistema nel 2008

Remedia ha presentato il Green Economy Report 2017, che illustra i risultati dell’attività del Consorzio nel 2017 e un’analisi sui prossimi sviluppi nella filiera del riciclo dei Raee.

La raccolta dei rifiuti tecnologici è in costante aumento: nel 2017 Remedia ha raccolto e gestito oltre 92 mila tonnellate di Raee, di cui 73.200 tonnellate di rifiuti domestici (79,6%), oltre 8.800 tonnellate di rifiuti professionali (9,6%) e quasi 10.000 tonnellate di pile e accumulatori (10,8%), a cui si aggiungono circa 6.800 tonnellate di altri tipi di rifiuti e imballaggi. Il trend rispetto all’anno precedente è estremamente positivo, anche per l’ingresso di 120 nuovi produttori nel Consorzio: 25mila tonnellate di rifiuti tecnologici in più, con un incremento pari al 37%. Inoltre, con la raccolta 2017 il Consorzio ha raggiunto un importante traguardo: 500.000 tonnellate di rifiuti tecnologici raccolti e gestiti dal 2008 – anno in cui è stato effettuato il primo ritiro di Raee in Italia, proprio da Remedia – con un beneficio economico per l’intero Paese pari a 140 milioni di euro.

All’interno del Report di quest’anno, Remedia ha voluto inoltre fare il punto su come cambierà la gestione dei rifiuti tecnologici in Italia con l’entrata in vigore del sistema “open scope” il prossimo15 agosto, quando entreranno a far parte del mondo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche prodotti come carte di credito con chip, biciclette elettriche, prese elettriche multiple, apparecchiature di automazione per cancelli, tende, chiusure elettriche, cavi, stufe a pellet e molto altro. Danilo Bonato, direttore generale di Remedia, ha affermato a riguardo: “Con l’aumento del numero di apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse al consumo si prevedono importanti risvolti socio-economici: fino a 15.000 posti di lavoro in più, più di 100 milioni di euro di valore economico associato alle emissioni risparmiate e 1.250 milioni di euro di risparmio nell’acquisto di materie prime. L’entrata in vigore dell’open scope, unitamente all’evoluzione della normativa sull’economia circolare e gli obiettivi europei sempre più stringenti, portano opportunità di crescita importanti per il nostro Paese”.

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