18 Ottobre 2019  10:38

Raee, sparisce il 40% dei rifiuti

Roberta Broch
Raee, sparisce il 40% dei rifiuti

Lo rivela un’indagine condotta da Altroconsumo ed Ecodom su oltre 200 “grandi bianchi” monitorati con dispositivi satellitari

Il 39% dei grandi elettrodomestici dismessi dai cittadini in Italia non arriva mai agli impianti di trattamento autorizzati. Questo è il dato più significativo emerso dall’indagine condotta da Altroconsumo in collaborazione con Ecodom su 205 Raee provenienti da località distribuite su tutto il territorio nazionale. Presentata a Roma, l’inchiesta ha sfruttato su larga scala la tecnologia satellitare per monitorare le rotte dei rifiuti elettronici domestici. Altroconsumo ed Ecodom hanno, infatti, nascosto un tracker GPS su ognuno dei 205 Raee oggetto dell’indagine così da poterne monitorare gli spostamenti in tempo reale, dal momento della loro uscita dalle case dei consumatori fino alla distruzione finale. Su un campione valido di 174 Raee (per altri 31 non è stato possibile effettuare un’analisi completa) solo 107 esemplari (pari al 61% del totale) sono effettivamente approdati in impianti autorizzati, in grado di garantire un trattamento corretto dal punto di vista ambientale. Gli altri 67 esemplari (il 39% del totale) sono stati sottratti alla filiera formale, finendo in impianti non autorizzati oppure in mercatini dell’usato o in abitazioni private. Nel 2018, secondo i dati del Centro di Coordinamento Raee, i Sistemi Collettivi operanti in Italia hanno raccolto oltre 310mila tonnellate di Raee, pari al 42,8% della media in peso delle nuove apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato negli ultimi tre anni. L’Unione Europea ha imposto agli Stati Membri un target minimo di raccolta che nel 2019 è passato dal 45% al 65%. L’indagine ha portato alla luce molti degli elementi che pregiudicano il corretto funzionamento della filiera italiana dei Raee, dalla mancanza di servizi efficaci per consentire una sicura dismissione dei rifiuti da parte dei cittadini, fino al comportamento non corretto tenuto da alcuni degli stessi attori della filiera. I due aspetti più critici sono, comunque, da un lato l’incompletezza del quadro normativo e dall’altro l’insufficiente livello di controlli sulla filiera. Maurizio Bernardi, presidente di Ecodom, ha commentato: “L’auspicio mio e di Ecodom è che questa ricerca possa dare ai decisori istituzionali – che nei prossimi 10 mesi devono completare il processo di recepimento del pacchetto di Direttive sull’Economia Circolare – indicazioni chiare sulle misure legislative da adottare per far emergere i flussi sommersi di Raee, che oggi tengono l’Italia lontana dagli obiettivi di raccolta fissati dalla Comunità Europea”.

 

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