29 Ottobre 2013  17:25

Raee, materie prime e rispetto degli obblighi di legge in primo piano

TBrb
Raee, materie prime e rispetto degli obblighi di legge in primo piano

Dibattiti con ospiti nazionali e internazionali nel convegno annuale di ReMedia, in cui non è mancato un confronto sulle problematiche del trade

L’edizione 2013 di Hi tech & ambiente, convegno organizzato da ReMedia in collaborazione con la Fondazione per lo sviluppo sostenibile svoltosi la scorsa settimana a Roma, ha messo a confronto ospiti nazionali e internazionali sul recepimento della direttiva europea Raee. “La sfida delle materie prime: può l’industria del riciclo ridurre i rischi di approvvigionamento?” è stata infatti l’occasione per stimolare il dibattito sul tema dell’accesso alle materie prime e sulla nuova Direttiva Raee 2012/19/EU, che dovrà essere recepita entro febbraio 2014. La carenza di materie prime e i rischi di approvvigionamento sono una tema centrale: a parità di output produttivo l’Unione Europea dovrebbe ridurre la quantità di materie prime necessaria a far girare l’economia del 25% entro il 2020. Dopo momenti di confronto con player internazionali, il convegno si è chiuso con il dibattito “Le esigenze degli stakeholders, riflessioni e prospettive”, che ha coinvolto Filippo Bernocchi, delegato Anci alle politiche dell’energia e dei rifiuti, Weine Wiqvist, presidente municipal waste Europe, Claudio Lamperti, vice presidente Anitec, Norbert Zonneveld, segretario generale Eera, Riccardo Pasini, vice presidente Aires e Josè Ramon Carbajosa, Presidente Weee Forum. In questo contesto Riccardo Pasini ha dato voce alle problematiche vissute dal trade nella gestione dei Raee: “Non posso nascondere alcuni motivi di disagio con i quali il mondo del commercio al dettaglio di elettrodomestici in Italia si è trovato a convivere negli ultimi anni. È diffusa tra i nostri operatori la convinzione di essere stati relegati a un ruolo completamente marginale ma al tempo stesso pesantemente oneroso nella catena di gestione dei Raee; essere quelli che al momento dell’approvazione delle norme in vigore sono stati penalizzati e obbligati a gravosi impegni senza adeguate contropartite. Ci troviamo di fronte a uno stato padrone e spesso pasticcione, sordo alle esigenze degli operatori e al tempo stesso facilmente condizionabile nella fase di produzione legislativa da chi abbia risorse economiche e bravi lobbisti. A chi giovano certe eccessive complicazioni? Troppe norme, troppe toppe e interventi di semplificazione hanno semplificato troppo poco o anzi hanno semplificato la vita ad alcuni rendendola più difficile ad altri. Criticità e contraddizioni presenti verranno analizzate in un documento propositivo Aires che andremo a confrontare con quelli già presentati e che stanno già circolando. Solo quando tutte le voci e tutte le posizioni saranno chiare sarà dunque possibile iniziare a pensare a un articolato di legge”.

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