12 Febbraio 2018  11:12

Intelligenza artificiale, Italia in ritardo

Elena Reguzzoni
Intelligenza artificiale, Italia in ritardo

Solo il 56% delle grandi imprese sta guardando a questa frontiera. Il mondo del retail e technical non è in prima linea, dove invece si distingue il mondo Banking-Finance-Insurance e Automotive

In un mondo nei quali l’economia dei dati e degli argoritmi sembra farsi strada sempre più rapidamente, la frontiera dell’intelligenza artificiale è destinata ad avere un ruolo di primissimo piano, ma da quanto emerso dall’ultimo Osservatorio del Politecnico di Milano appare evidente che le imprese del nostro Paese sono un po’ in ritardo. Nel dettaglio in Italia solo il 56% delle grandi imprese “ha già avviato progetti di Artificial Intelligence (contro circa il 70% di Francia e Germania) a dimostrazione dell’attenzione sul tema, anche se siamo solo in una fase embrionale di utilizzo delle grandi opportunità di questa tecnologia”. I progetti avviati toccano soprattutto le soluzioni di Intelligent Data Processing (il 35% dei casi) e di Virtual Assistant/Chatbot (25%), mentre sono quasi assenti le applicazioni più di nicchia, a sostegno dei processi interni delle aziende. Inoltre, “Rispetto alle esperienze estere, aperte anche ad applicazioni sperimentali, inoltre, le imprese italiane sembrano prediligere ambiti maturi: il 52% delle soluzioni individuate è già a regime”. Va inoltre notato che il mondo del retail e le imprese technical non sono al momento in prima fila. Al contrario la maggior parte dei progetti di intelligenza artificiale in Italia arriva dal settore delle banche, finanza e assicurazioni (17%), automotive (17%), energia (13%), logistica (10%) e telco (10%).

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