Editorialisti

05 Luglio 2018

Estate a occhi aperti

share Vito Sinopoli

Volete un consiglio spassionato e gratuito? Quest’anno in ferie non distraetevi troppo, non lasciate che la vostra mente si assenti dal presente per farsi cullare dalla brezza del mare o dall’aria cristallina della montagna. Tenetela sempre all'erta, senza andare in stand by. Perché questa ha tutta l’aria di un’estate che ci riserverà qualche – ennesimo – dispiacere.
Vi ricordate la pratica dei governi balneari che servivano a dare una tregua alle tensioni della maggioranza fin dai primi decenni del ‘900? Come dimenticare poi certi provvedimenti lacrime e sangue emanati in odor di ferragosto da svariati governi in vista della definizione di qualche legge imminente, prima fra tutte la Finanziaria? Mi verrebbe da dire che accade perché quando il gatto manca i topi ballano, ma in realtà da noi il gatto è perennemente accucciato (pensa a come poter trarre più vantaggi personali possibili dalla situazione) e i nostri topi sono da sempre ballerini provetti… Per questo, sarò pure prevenuto e sospettoso, ma niente e nessuno mi toglie la sensazione che mentre saremo a crogiolarci al sole, in qualche stanza del potere si prenderanno delle decisioni nostro malgrado, che al più tardi al nostro rientro ci toccherà fronteggiare, rimettendo - se va bene - mano al portafoglio.
Ci sono troppe cose che bollono nel calderone, e tutte di primaria rilevanza. Le aziende in crisi, le tasse che non scendono, il lavoro che manca, i consumi che non crescono. C’è di che perderci il sonno, altro che pensare di andare in vacanza. Quel che è vero che avremmo tutti bisogno di una tregua, di uscire dal clima di perenne campagna elettorale in cui abbiamo vissuto negli ultimi 12 mesi; abbiamo tutti bisogno di uno stop, di capire dove stiamo andando e perché, e (soprattutto) a quale prezzo. Prendiamoci qualche settimana per riflettere, per comprendere quali siano veramente le priorità che facciano stare bene una volta tanto i cittadini e non gli elettori. Pensiamo a provvedimenti che non sfamino la pancia esasperata del Paese, lasciando i suoi abitanti nell’identica precarietà di sempre, ma che confermino la loro appartenenza a un popolo con una grande storia e una civiltà unica, ridotto ad arrancare in un’Europa che continua a non riconoscergli (e quindi a non riconoscerci) – a torto o a ragione – alcuna autorevolezza. Perciò, occhio cari lettori, quest’estate si sta in campana.

Vito Sinopoli

Nato a: Rho (MI) il 15/03/1964.

In Editoriale Duesse da: sempre.

Esperto in: NIENTE.

Quando non scrive su Business People si occupa di: sto con i miei ragazzi, leggo fumetti, vado al cinema, sento musica e vedo gente.

Cosa gli piace: mia moglie, correre, frequentare mostre e musei, la musica black.

Non ama: i moralisti, i giornalisti tromboni, i reality, i logorroici.

Il film rivisto più volte: IL PADRINO.

L'artista musicale preferito: Stevie Wonder e David Bowie.

Il libro: le lettere di Berlicche (CS Lewis)


Archivio