Editorialisti

14 Luglio 2017

Associazioni: recuperare lo spirito unitario

share Stefano Radice

Le Giornate Professionali, sia quelle estive che invernali, sono da sempre il momento rituale del nostro settore. L’evento durante il quale le associazioni di riferimento di esercenti e distributori, ovvero Anica, Anec e Anem, si mostrano unite e collaborative una rispetto alle altre. L’impressione, però, è che in questi mesi stiamo vivendo un periodo lontano dalla fertile fase di collaborazione che ha portato esercenti e distributori a realizzare le linee guida per il passaggio dalla pellicola al digitale con la virtual print fee all’italiana. Una fase virtuosa che ha fatto fare un salto di qualità a tutto il settore in uno dei momenti di transizione più delicati. Un altro tassello importante sarebbe stata la messa in atto della fase sperimentale di multiprogrammazione per i cinema di profondità, anche quella frutto della collaborazione tra esercenti e distributori e che, però, non è mai partita.

Citiamo questi due esempi, uno che si è chiuso con un successo mentre il secondo no, perché quello che a noi interessa è stato il metodo di lavoro; il desiderio di incontrarsi, trovare una mediazione tra le diverse esigenze per poi elaborare soluzioni comuni nell’interesse del mercato.

 

Così dal nostro punto di vista si esalta il lavoro delle associazioni e si percepisce la loro utilità in una fase in cui il mercato è cambiato, il cinema è assediato da player concorrenti molto forti e competitivi e in cui tutti gli associati chiedono azioni concrete che difendano i loro interessi. Una fase in cui sembra sempre più forte la tentazione dei singoli operatori di muoversi autonomamente per raggiungere i propri obiettivi, a scapito di una visione globale del mercato. Lo diciamo perché l’impressione che abbiamo è che in questo periodo le associazioni siano un po’ distanti tra loro; anche le diverse posizioni assunte durante il dibattito legato alla legge cinema e ai decreti attuativi, non hanno certo disteso il clima. Invece, il nostro mercato avrebbe assolutamente bisogno di unità e condivisione di intenti. A partire proprio da una nuova forte campagna di incentivo alla frequentazione in sala. Che preveda anche il sostegno del Ministero con importanti risorse per la comunicazione. Ma tutto deve partire dalla visione unitaria che Anica, Anec e Anem devono riuscire a recuperare.

Si andrà verso il recupero di Cinemadays? Bene, purché si sia tutti convinti. Noi lo abbiamo già detto e sottoscritto: si dovrebbe far partire una campagna a favore del cinema che sia indirizzata agli under 14 e su questa, siamo convinti, potrebbe esserci anche la convergenza del Ministero. Gli obiettivi su cui esercenti e distributori potrebbero collaborare proficuamente, comunque, sono tanti, al di là delle iniziative di promozione; estate, teniture, rapporti con le istituzioni sono terreni in cui Anec, Anem e Anica possono di nuovo costruire un percorso virtuoso di lavoro dimostrando che le associazioni hanno ancora un senso e dando una risposta a chi, sotto sotto, pensa che se ne potrebbe fare a meno.