Editorialisti

05 Luglio 2017

L’IMPORTANTE È VENDERE, POI SI VEDRÀ…

share Elena Reguzzoni TCE

 

Se è vero che è da tempo che la numerica dei retailer di medie e medio-grandi dimensioni che hanno lasciato il mercato o sono in difficoltà, sta visibilmente aumentando, questo doppio fenomeno sembra però nell’ultimo periodo essere in accelerazione e destinato a continuare a esserlo, viste le non poche nuvole che oscurano i risultati di grande parte del canale eldom. Questa situazione sta impensierendo non poco i Gruppi (uno in particolare) dal momento che queste realtà ‘zoppicanti’ sono fra le loro fila e alcune sono di peso.

Ma, in egual modo sta destando preoccupazione nell’industria, anche se non sono pochi i manager che confidano che, come accaduto spesso negli ultimi anni, Unieuro funga da asso pigliatutto e acquisisca queste società, salvando così negozi, posti di lavoro e soprattutto fatturati. La situazione paradossale è infatti che se in questi ultimi mesi le soglie di allerta e in generale le attenzioni sul fronte dei pagamenti si sono in molti brand rialzate - in taluni casi ritornando anche a livello di guardia -, mai come in questo momento gli obiettivi commerciali hanno ripreso vigore su quelli creditizi.

D’altra parte, il mercato technical continua (sul perimetro fisico!) a non brillare e anzi alcune categorie vedono vendite e marginalità in evidente contrazione. Questo dice quindi che “c’è molta più fame di fatturati che di pagamenti”, ha ammesso infatti un manager, e spiega perché ancora oggi, dopo numerosi retailer andati in crisi, qualche fallimento ed enne situazioni di default, ma anche non poche situazioni nelle quali i brand sono rimasti ‘scottati’ (e pesantemente in taluni casi!), sono tuttora più le assicurazioni del credito e gli istituti bancari a sfilarsi mettendosi al sicuro, mentre diverse aziende preferiscono, in ragione dell’anno difficile e non del ‘buon cuore’, correre il rischio abbassando il volume della voce dei credit manager e sostituendo il monito “Il vero fatturato è solo quello che si incassa” con il motto tanto caro a questo mondo: “L’importante è vendere, poi si vedrà”…

 

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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