Editorialisti

11 Maggio 2017

QUANDO SI CAPIRÀ CHE…

share Elena Reguzzoni TCE

 

e gennaio ha aperto il 2017 positivamente, o quanto meno senza grandi contrazioni, i mesi a seguire sembrano al contrario aver segnato nel canale eldom risultati più freddi sia in termini di pedonabilità sia di vendite, con un aprile definito da più di un retailer addirittura “da brividi”, anche se i dati di mercato fino a ora disponibili, va detto, disegnano trend generali decisamente meno rigidi di quanto trapela dai diversi player.

Ciò nonostante molte voci, anche sul fronte dell’industria, concordano che il nervosismo, mese dopo mese, è diventato sempre più palpabile e forte, segno evidente ovviamente di proporzionali preoccupazioni. D’altronde come ci ha sintetizzato il manager di una nota insegna: “In questo momento si sta abbattendo sul canale una sorta di tempesta perfetta”.

Un’espressione forte, ma che fotografa comunque bene un mondo alle prese oggi più che mai con le ricadute di una serie di dinamiche – dalla crescita degli acquisti on line, alla contemporanea avanzata dei pure player, dalla minore risposta alle attività promozionali, all’aumento e non diminuzione della pressione competitiva, dall’ulteriore erosione dei prezzi e delle marginalità, alla debolezza strategica di parte dell’industria, etc. – che hanno visto una forte accelerazione dall’autunno scorso facendo, mai come oggi, realizzare a molti player del trade che da ora in avanti si dovrà veramente fare i conti con un mercato diverso da quello nel quale si è operato fino a oggi e ancora di più con una domanda più difficilmente condizionabile e dilatabile rispetto al passato. Se infatti gli ultimi 6-8 mesi hanno messo in discussione paradigmi che erano i punti fermi delle insegne eldom compreso appuntamenti commerciali come il Natale o categorie ‘diesel’ come il bianco, quello che sembra più destabilizzare è che il sottocosto (od operazioni similari) non sembrano più riuscire a cambiare il segno dei risultati mettendo in ‘predicato’ anche il volantino come l’arma di caccia incontrastata (e costosa).

La fievole speranza è che quindi il canale comprenda una volta per tutte che i percorsi d’ingaggio e di comunicazione con i consumatori (e quindi i modelli di business) devono cambiare e che in ogni caso “il solo volume per il valore non è più in grado di generare quelle redditività che possono continuare a far marciare questo mercato”, come anche Marco Hannappel, vice presidente di Samsung Italia, ha sottolineato in questo numero. Scriviamo però fievole perché le risposte che si profilano all’orizzonte di questi due prossimi mesi sembrano essere ancora una volta solo nel segno di piegare le controcifre dello scorso anno a ogni costo…

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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